Tutto è possibile

Autore: carlomacchiavello Pagina 34 di 40

Panasonic GH3 : video eccezionali, ma come fotocamera?

DMC-GH3So che è curioso intitolare un articolo in questo modo, visto che la GH3 nasce come fotocamera, ma è una domanda molto comune.

Da diversi anni, dopo che Nikon con la d90 ha lanciato il trend delle fotocamere per fare riprese, Canon ha rilanciato e dominato il mercato con le sue ammiraglie e non solo, coprendo con ottime macchine fotografiche una fetta di mercato video molto consistente. Canon nasce come marchio fotografico da decenni, e la sua esperienza e qualità è nota in tutto il mondo. Dal lato video Panasonic sta riprendendo molto rapidamente pista, e con la GH3 hanno ulteriormente ridotto la distanza, grazie a tanti accorgimenti intelligenti e una qualità indiscutibile.

La maggior parte delle persone rimane perplessa per la parte fotografica, ovvero la ragione per cui nasce la macchine, perchè rispetto a Nikon e Canon ha una serie di teorici handicap.
Dato che per passione e lavoro fotografo da oltre vent’anni, ho usato reflex digitali Nikon, Canon, Fujifilm e ora Panasonic, ho deciso di fare qualche confronto per capire cosa offre questa Fotocamera Lumix GH3.

Personalmente se voglio usare una fotocamera digitale, uso esclusivamente lo scatto in raw, perchè voglio prendere il meglio e ridurre al minimo i rischi di castratura della qualità utilizzando formati come il jpeg, l’unica camera che mi permetteva il lusso del jpeg era la Fuji s5Pro, una macchina col corpo della d200 nikon e con il sensore e tecnologia fuji, tutte le altre che ho provato comunque castrano le loro potenzialità nel jpeg, e considerato che i gb degli hard disk e delle card costano circa 1 euro a giga e di foto raw ce ne stanno circa 50. Per chi vuole fotografare in modo decente trovo che la spesa temporanea di 0.02 cent a foto sia più affrontabile, soprattutto se se ne sono spesi 1500 tra camera e un obiettivo decente.

Ad un semplice esame tecnico, la GH3 soffre di una serie di handicap :

  • sensore m4/3:  essendo più piccolo raccoglie un po’ meno luce delle aps-c nikon e canon
  • fattore di crop maggiore : in funzione della stessa lente (50mm ad esempio) su un aps-c il fattore di crop sarà di x 1,6 mentre su m4/3 il fattore è x2, quindi la lente fornirà la stessa immagine, ma con il formato m4/3 sarà tagliata ai bordi esterni un 25%, questo comporta lo svantaggio che i grandangolari sono meno spinti, ma su lenti vintage si usa solo la parte centrale e quindi quella migliore, soffrendo di meno di aberrazioni cromatiche, sfuocature laterali etc

qui potete vedere alcune fotografie scattate con la gh3, con diverse lenti, da lumix 14-42 powerX al 20mm 1.7, fino ad andare a dei vintage come il minolta rokkor 50mm 1.4, tokina 24mm 2.8 (montato dritto, o rovesciato per gli scatti macro), 35mm e 85 mm samyang 1.4.

Come potete vedere il dettaglio e la pulizia esce tutta, la maggior parte delle fotografie che si vedono in giro con poco dettaglio sono causate spesso da utilizzo errato dei parametri di riduzione rumore (che eventualmente è sempre meglio fare in post, con un maggior controllo generale) o da lenti di bassa qualità (spesso vedo persone che investono 1200 euro su un corpo macchina, ma voglio usare fondi di bottiglia graffiati come lenti, il che è paragonabile a comprare una ferrari e poi mettere le gomme della topolino e il carburatore di un cinquantino). Comunque come vedete dalla lista, molte foto sono fatte con lenti vintage o manuali e i risultati sono più che buoni.

MkIII vs GH3Tirando le somme, la macchina ha una buona risposta sia cromatica che di densità al contrasto di luce, infatti non a caso gli stessi recensori di Dpreview l’hanno testata e hanno verificato che ha una sensibilità molto vicina a quella della Canon 5D mark III, personalmente sono d’accordo su questo punto per il video, mentre dal lato fotografico sarei più cauto, dato che la registrazione di un raw a 14bit offre più spazio di azione agli scatti canon e quindi ad un recupero maggiore di informazioni, oltre ad una risoluzione maggiore, ma parliamo comunque di una camera che costa quasi 1/3 della Mark III.

Parlando di definizione e pulizia delle immagini, se si usano ottiche decenti, e quindi penso al 12-35 2,8 per la Lumix o al 24-70 2,8 della Canon si hanno delle rese ottime, un autofocus molto veloce ed efficiente, e una tropicalizzazione completa per la gh3 che non dispiace per chi fa più fotografia “action”.

Chi compra la Lumix GH3 lo fa principalmente per il video, dato che se il suo interesse primario è la fotografia e vuole un corpo mirrorless con il m4/3 si rivolge alle OMD di Olympus, ma come macchina fotografica si difende discretamente bene.


Full frame vs Aps-c vs m4/3

Spesso si leggono diversi articoli e thread di come le HDSLR fullframe siano migliori e superiori alle concorrenti con sensori più piccoli, ma nessuno esplora realmente quali sono le differenze e soprattutto gli svantaggi dei sensori FullFrame, perchè ce ne sono diversi e NON eliminabili.

L’unico vantaggio dei sensori Fullframe è che usando obiettivi fulframe non ci sono fattori di crop e quindi un obiettivo viene usato come angolo per quello che è, non viene ridotto, ma è l’unico vero vantaggio, al contrario ci sono una marea di difetti che la maggior parte dei sostenitori dei fullframe dimenticano, o semplicemente non hanno mai fatto due esperienze sistematiche…

Quali sono gli svantaggi di un sensore FullFrame?

  1. Il sensore FullFrame usa tutta la superficie della lente, il che significa niente crop, ciò è buono, ma di contro si possono montare solo lenti eccellenti perchè altrimenti si perde di definizione lateralmente, si possono trovare aloni, fringing etc sui bordi delle immagini… quindi si deve investire non meno di un migliaio di euro per avere lenti di ottima qualità, o un buon zoom tipo un 28-70 2.8 che ne costa 1600…
    Con un sensore più piccolo si userà solo la parte centrale della lente, quindi la parte migliore, di conseguenza usando lenti di qualità medio-alta, potrete sfruttare sempre il meglio della lente.
  2. I sensori Cmos soffrono tutti di Rolling shutter, ovvero effettuano la scansione dell’immagine una linea dopo l’altra, il che significa che i movimento rotatori e le panoramiche molto veloci distorcono le immagini. Il sensore Fullframe sui movimenti panoramici veloci genera un effetto jello molto fastidioso. Più è grande il sensore più forte e disturbante è l’effetto, mentre con un sensore della metà è quasi impercettibile.
  3. I sensori fullframe posseggono rispetto ai sensori più piccoli una maggior risoluzione in pixel (fondamentale per il lato fotografico), ma che diventa un handicap per il video.
    La scalatura delle immagini dei sensori grandi delle HDSLR comporta nella maggior parte dei casi una perdita qualitativa che non avviene con i sensori più piccoli, perchè usano tecniche diverse di scaling. Sony in questo caso utilizza per la scalatura della sua camera FF un algoritmo di pixel binning e offre una buona definizione senza artefatti moires e aliasing, ma è una mosca bianca…
  4. Le macchine a sensore grande tendono per qualche ragione a surriscaldarsi di più di quelle a sensore s35 e minori. Spesso perchè nascendo per lo scatto fotografico, la raffica, non sono pensati per una ripresa continua e costante. Per esperienza personale con la variazione delle temperature, ma soprattutto dell’umidità ambientale ho riscontrato diversi problemi di surriscaldamento, mentre in situazioni più “secche” ho potuto usare camere fullframe sotto il sole di mezzogiorno senza problemi di blocco da surriscaldamento. Questo significa che mi hanno offerto una minor affidabilità lavorativa…

Quindi perchè usare i sensori fullframe?
Per non avere il problema del crop che moltiplica la lunghezza dell’angolo focale dell’obiettivo, che complica la vita quando si usano i grandangolari in ambienti stretti.

Ne vale la pena?
Adesso con l’uscita di adattatori come gli speedbooster che riducono il gap del crop con moltiplicatori di x ,058 sul m4/3 e vi regalano anche un diaframma extra di luminosità, esistono sempre meno motivi per scegliere una camera dal sensore fullframe…

Naturalmente mi immagino che qualcuno obbietterà che con le fullframe sfuoca di più che con le aps-c o le m4/3, fatevi una bella risata, poi ditegli di studiare nuovamente fotografia, e poi ripensare sulla sua affermazione.
Il mito che la fullframe sfuoca di più nasce dal fatto che quando si confrontano i due sensori tutti usano lenti non equivalenti per avere lo stesso angolo focale, per cui sui sensori più piccoli si usano lenti più grandangolari, che notoriamente hanno una profondità di campo maggiore…

Nella realtà la maggioranza delle lenti nasce per la dimensione del fullframe, ma poi viene proiettata col crop su piani focali di dimensioni inferiori, col semplice risultato che la profondità di campo non cambia, perchè non cambia la concentrazione della luce, ma viene semplicemente scartata.
Avete un dubbio? prendete un fisso, meccanico, un 50mm 1.4 nikon di 40 anni fa, ponetelo tramite adattatore davanti ad una 5d/a7r/7D/gh4, con le stesse impostazioni di scatto come tempi e diaframma, poi sovrapponete il tutto e scoprirete che le immagini, nonostante il crop di ritaglio attorno all’immagine che cattura più o meno informazioni, la profondità di campo è esattamente la stessa, perchè è la lente, la sua costruzione, come la luce attraversa le diverse lenti e la loro proiezione che definiscono l’immagine, è impossibile che il sensore possa a seconda della sua dimensione alterare a posteriori la luce…

L’inganno è legato al fatto che una volta le lenti erano pensate per il piano focale, mentre lenti EF-s cioè frontalmente come le ef e poi con una concentrazione di luce per un formato inferiore, ma mantenendo il crop (quindi inutile fare per un formato più piccolo se comunque si butta via una parte dell’immagine) la dof resta uguale.

p1010076a dimostrazione basta guardare questa fotografia fatta con una fotocamera m4/3 gh3 (camera dichiarata no dof dai fanboy delle FullFrame, ma con una lente fullframe davanti, 50mm 1.4 e incredibilimente (per loro, per me è normale) ho la dof ridotta di una fullframe… come la mia sony A7r.


Filtri Neutri Fotga 4×4

Molto spesso i filmaker acquistano un mattebox e poi si ferma li, perchè i prezzi dei filtri costano spesso quanto il mattebox stesso… ma non sempre…

A seconda dei prodotti si possono trovare dei filtri di qualità discreta, senza spendere follie, ma il problema dei filtri è la qualità, se la qualità è bassa ne soffre tutta l’immagine perchè si perde in nitidezza, e quindi per risparmiare qualche decina di euro si finisce col peggiorare tutta la qualità dell’immagine.

Oggi ho testato i filtri neutri di un produttore cinese che si trova sotto il nome di FOTGA su Ebay. Sono partito prevenuto, perchè i filtri che in precedenza avevo provato mi sfuocavano le immagini e avendo usato sempre fotocamere della serie Lumix, note per la pulizia e la nitidezza dell’immagine, non aveva senso.

I filtri 4×4 sono filtri di base costosi; il kit di cui parliamo è composto da 3 filtri ND2, ND4 e ND 8, che per le normali situazioni di luce sono più che sufficienti. Il Kit esiste sia di ND completi che ND sfumati, utili per gestire le esposizioni di situazioni come cieli molto luminosi e simili.

Come ho eseguito il test?

  • Camera sul cavalletto Lumix GH3
  • Settata camera su compressione 24p Intra 72mbits
  • Fuoco manuale su tabella dei fuochi, che permette di verificare la caduta della nitidezza
  • Bianco su tabella
  • Prima ripresa senza filtri
  • Ripresa 2 sec per ogni filtro dopo aver rifatto il bianco per ogni filtro

Risultato?

WB_ND_0 WB_ND_2 WB_ND_4 WB_ND_8

 

 

 

 

 

 

 

Come potete verificare dalle immagini, non ci sono perdite evidenti di nitidezza anche a ND8, e non ci sono dominanti particolari se non al di sotto del 0,1% quindi nulle.

Quindi posso dire che per una spesa di poco più di un centinaio di euro potete avere il doppio Kit ND2, Nd4 e ND8 sia semplici che Sfumati.
Se avete speso un paio di centinaia di euro per il Mattebox con portafiltri, potete investire su questi filtri certi che vi potranno aiutare nel controllare la luce senza perdere in qualità sull’immagine.

Update 2015 :

Ho testato questi filtri con un canon 17-55 2.8 IS, lente in downstop a 5.6 con una BlackMagic camera 4k.
Sorpresa: si sono rivelati più che nitidi e buoni di quanto mi aspettassi, ho ripreso in 4k raw delle tabelle di fuoco e dal filtro nd2 fino a nd8 non ho perso in dettaglio, hanno superato le mie aspettative.

https://youtu.be/OJxRXPksX38

PRO :

  • economici, ma di qualità ottica buona, anche a ND8 la distorsione colore è nella norma, come altri filtri ND senza filtro IR
  • leggeri e forniti in doppia confezione con pellicole trasparenti per proteggerli durante il trasporto
  • essendo in resina una eventuale caduta, se non siete sfortunati che si riga, non li manda in frantumi come con i filtri di vetro
  • la sfumatura è abbastanza morbida da poterli usare per sfruttare spesso tutta la gamma dinamica della camera

CONTRO :

  • sono di resina, quindi vanno puliti ogni volta che si estraggono dalla confezione perchè per elettricità statica attirano la polvere e pelucchi di ogni tipo.
  • la resina non ha un coating per ridurre i riflessi sul filtro, quindi si deve fare attenzione, ma è anche vero che un ND in vetro di qualità con coating antiriflesso costa 2-3 volte tutto il kit dei 6 filtri.
  • sono più delicati e facili da rigare contro il classico filtro in vetro, ma se cadono è più facile che si salvino.

In conclusione un buon rapporto qualità prezzo come prodotto.

Update 2015B:

Quando si pone un filtro ND molto forte di fronte ad un sensore moderno, c’è il rischio di dominanti e cambi di colore, questi nascono non tanto dal colore del filtro, quanto da un fenomeno chiamato IR Pollution, ovvero non filtrando correttamente i raggi Infrarossi, ma alterandone la frequenza il filtro altera più o meno notevolmente il colore della luce in determinate aree, causando dominanti colorate di rosso, marrone etc sui colori scuri.

Per evitare questo problema quando si pone un filtro ND molto forte, si deve porre anche un filtro IR Cut, oppure usare filtri ND che siano trattati per tagliare quelle frequenze.

A seconda dei sensori, fotografici e cinematografici, si devono tagliare frequenze diverse, quindi un filtro ND che va bene su un sensore, potrebbe non essere adatto su un altro, per cui il filtro ND che va bene su Red non è detto che vada su Alexa o BMC, e viceversa.

Ho fatto un test relativo proprio a questo problema con la bmpc4k, e a sorpresa, la dominante diventa evidente solo quando si mettono a stack più filtri tra di loro. Nell’uso comune invece i vari filtri sembrano non introdurre una evidente dominante da preoccupare nell’uso comune di questi filtri.

Partiamo dal principio che quella minima dominante introdotta fosse un problema, vuol dire che lavoriamo ad un livello molto alto per le immagini, quindi ci sarà il budget per acquistare sia un filtro IR serio che filtri ND di alto livello, che costeranno ognuno almeno una decina di volte il costo dell’intero kit.

In questo video vedete le immagini confrontate direttamente, e se volete sperimentare su di esse potete fare il download dei dng originali.

 


Panasonic Lumix GH3 una fotocamera per i VideoMaker

DMC-GH3

Dopo aver usato per due anni la sorellina Lumix GH2, ho testato la nuova nata di casa Panasonic, Lumix GH3, una cinepresa digitale nascosta nel corpo di una mirrorless…

Dalla nascita della Nikon d90 che realizzava filmati a 1280 x 720, i filmaker avevano capito che tante cose sarebbero cambiate… Canon ha sdoganato il concetto di ripresa con le HDSLR, e Panasonic ha imparato tante cose, dagli errori e dalle mancanze della concorrenza…

Cosa offre la nuova Lumix GH3 al filmaker?

La camera nasce con caratteristiche orientate alla ripresa professionale. Dopo una partenza quasi in sordina con la GH2, Panasonic ha corretto il tiro ottimizzando il comparto video della nuova camera.

  • Tre diversi modi di gestire il video, codificandolo in Mjpeg, Avchd e infine in contenitore MOV con frame rate variabile da 60 a 24 a seconda delle impostazioni di ripresa, tutte in FULLHD.
  • Qualità nativa del mov I-frame sia a 50 che a 72 mbits eccezionale, non è necessario attualmente di Hack (vedi GH2 con Flowmotion e simili) per estrapolare dal sensore la straordinaria qualità di questa macchina. (magari per un raw…)
  • Codec robusto e pulito, no blocking o altre schifezze nelle ombre.
  • La modalità slowmotion permette di avere un filmato 24p girato a 60P quindi un vero slowmotion del 40% in fullHD in camera.
  • Time code video running free o impostabile manualmente
  • Uscita HDMI PULITA 4:2:2 8 bit per una registrazione esterna del video senza ombra di moires (presente leggermente nelle registrazioni in HighFreq).
  • Zoom con pixel 1:1 per messa a fuoco manuale degli obiettivi lumix o manuali che funziona anche con monitor esterno collegato via HDMI (cosa che non faceva la GH2)
  • Uscita cuffie che può essere usata per monitorare l’audio registrato (modalità rec sound) oppure per registrare esternamente l’audio (modalità realtime, passante senza la compressione dell’audio).
  • Ingresso microfonico a 3,5 mm con regolazione interna di ben 19 livelli audio, un ingresso remote per il controllo a distanza.
  • Connessione Wi-fi con app per Iphone, Ipad, Android per controllo remoto, visione a distanza e altro.
  • Nuovo monitor Oled luminoso e orientabile per riprese in condizioni e angolazioni complesse.
  • Temporizzatore integrato per la creazione di Timelapse senza necessità di prodotti esterni.
  • Buona sensibilità di luce e ombra, con sensibilità nativa di 200 iso.
  • Utilizzo completo del sensore e riduzione del formato al FULLHD usando la tecnica del pixelbinning eliminando problemi come aliasing delle camere che usano il line skipping.
  • A monitor è possibile visualizzare livelli audio, griglie, giroscopio che aiuta a vedere se la macchina è in bolla, istogramma di esposizione, Indicatori di sovraesposizione, e molto altro ancora…
  • Corpo pesante e robusto, tropicalizzato, battery pack previsto con contatti sottostanti alla camera (purtroppo con una sola batteria, ma attendo un battery pack compatibile con più batterie).
  • Batteria che in video mi dura quasi tre ore, da record (obiettivi manuali non stabilizzati).
  • Il corpo presenta diversi bottoni personalizzabili che ci permettono di ottimizzare l’uso della macchina a seconda delle abitudini e delle scelte personali di lavoro.
  • Sistema di finestra di zoom per il controllo del fuoco touch orientabile sull’ LCD.
  • Sensibilità molto più alta per le riprese in low light con regolazioni di settaggi dell’immagine per bilanciare il rapporto tra riduzione rumore e qualità dell’immagine finale.
  • Ottimizzazione della scansione del sensore che presenta meno rolling shutter della gh2
  • Autofocus molto più veloce della GH2, e comandabile (come GH2) tramite LCD touch toccando l’elemento che deve rimanere a fuoco.
  • Sensibilità maggiore e maggior pulizia ad alti iso rispetto gh2 senza perdere definizione, si possono usare fino ai 1600iso senza particolari perdite.
  • Il modulo WI-Fi da la possibilità di scaricare le foto subito dopo lo scatto, che normalmente sarebbe poco utile, ma fa si che si possa usare più comodamente la gh3 per la stopmotion gestita via software.
  • Funzione TimeLapse di serie all’interno della camera e preview come filmato direttamente IN CAMERA.
  • Gamma dinamica generale più estesa e molto vicina ad una concorrenza che costa il doppio del prezzo (vedere sotto il test della dinamica effettuato da Dpreview tra la MkIII e la GH3), anche se tutti gli estimatori della MkIII dicono che ci sono differenze mostruose tra la loro camera e le altre… ma le avranno mai provate con test sistematici, e verificate a livello strumentale?

MkIII vs GH3

Cosa non mi piace?

  • Iso 200 minimo in video, nessun modo per emulare un iso più basso… il che significa che nella maggior parte delle riprese in esterno devo essere ben attrezzato con filtri neutri, perchè la sensibilità minima è molto molto alta.
    Avrei gradito una qualche forma di downsampling degli iso, come gli iso estesi che ci sono nel comparto foto anche per il video, speriamo che il buon Vitality ci possa mettere mano…
  • I diversi preset colore differiscono di poco a livello di gamma tonale, mi aspettavo di più, abituato alla GH2 dove i diversi profili hanno differenti gamma di lavoro, ma la ricchezza offerta è già molto buona.
  • Con il 20mm 1.7 Lumix ogni tanto ha incertezze di messa a fuoco che non riscontro con il 14-42 powerX. Panasonic farà uscire un update firmware e risolverà, come per il 12-35 che è stato già aggiornato.
  • Alcuni elementi di setup sono presenti solo nei menù fotografici e non in quello video da elenco, ma riappaiono nel quickmenù, ad esempio se voglio disabilitare lo stabilizzatore, ho la voce di menù nel comparto fotografico, mentre nel video no, per disabilitarlo devo andare in modalità foto, disabilitarlo e tornare in video… ma nulla che un aggiornamento firmware non possa aggiustare, però è noiosa la cosa.
  • Manca il focus peak, di cui si era parlato (intervista video di un ingegnere panasonic),ma misteriosamente non presente, sulla gh3, però sulla GF6 è presente come features… apparirà con un prossimo firmware?
  • E’ inconcepibile che non si possano settare diversamente shutter e iris tra reparto fotografico e reparto video.
  • In preview prima di premere REC c’è ancora una differenza di qualità (minore di quella registrata) nel monitor di preview come nella GH2. Non è comprensibile il perchè… se la macchina in registrazione (quindi al massimo carico di lavoro dei processori) può avere la preview corretta come qualità, perchè non può quando non c’è la registrazione attiva?
  • la App lumix prevede l’avvio della registrazione in remoto via WI-fi, ma da quel momento la macchina è cieca, quindi non si può spegnere la registrazione e il flusso video non arriva più via wi-fi, quindi praticamente va bene per un autoscatto da cellulare e poco più.
  • la app Lumix prevede una volta collegata alla camera di trasferire al cellulare o al tablet solo le foto in jpeg, non ci sono sistemi di conversione al volo delle raw al jpeg per il trasferimento.
  • non esiste (ad oggi) un SDK per sviluppare supporto per la connessione wi-fi o USB, quindi non si possono agganciare software di remotaggio esterno (StopMotion, timelapse speciali, Motion Control, etc) alla macchina.
    E/o non si può sviluppare custodie stagne per riprese subaquee con controllo remoto, ma si deve poter agire meccanicamente sui bottoni, con conseguente innalzamento di costo della custodia e maggiori rischi di infiltrazione
  • Il battery pack contiene una sola batteria aggiuntiva anche se c’era spazio per due batterie.

Moires sulla GH3

In rete si parla di Moires sulla GH3 e non sulla GH2, ebbene si, è presente del moires sulla camera, in particolare usando gli obiettivi Lumix viene evidenziato in maniera maggiore, ma parliamo di piccolezze, ovvero quando andiamo a riprendere a diaframmi molto chiusi immagini con dettagli ad alta frequenza, quindi molto molto fini.

Per testare il moires potete vedere cosa ho fatto qui sotto, un filmato (da vedere nell’originale fullHD) dove il materiale girato è stato buttato in sequenza su una timeline aftereffects e fatto scorrere con i valori di contrasto e sharpness da un estremo all’altro senza vedere differenze particolari sul leggero moires della macchina.

Se volete scaricare il file originale, lo potete fare da qui, anche perchè per giudicare il file video va visto in FULLHD senza passare per la compressione di Youtube.

Lavoro con filmati di diverse DSLR, spesso con altre marche sono abituato a vedere le “bisce che si contorcono” e “i nugoli di mosche” sui dettagli ad alta frequenza.
Vedere questo tipo di artefatti sulle immagini della GH3 per me è come dire che il moires è inesistente, soprattutto perchè nell’atto pratico poi non li ho ritrovati sui filmati, perchè dovete trovare quella esatta combinazione di frequenza, distanza camera e fuoco…

Curiosità:

L’uscita HDMI è esente da moires, per cui mi viene da pensare che nasca nella compressione video, probabilmente un futuro hack, o una leggera variazione sul bitrate da parte di panasonic, o sulle tablelle di compressione potrebbero eliminare completamente il problema.

Conclusioni:

Una camera ottima per le riprese video, per la fotografia è paritaria alla gh2, soffre (teoricamente) di un raw a 8 bit, e una latitudine di posa in raw scarsa se confrontata con le entrylevel di nikon e canon dove a metà prezzo offrono raw da 12 e 14 bit, ma non si può avere tutto, l’ho acquistata per fare riprese non per fotografia, anche se comunque… se la cava bene anche in quel comparto.

Note finali: questa veloce review (ce ne sono tante e più estese, la migliore la trovate su Dpreview, dei veri professionisti della recensione delle DSLR) è una serie di osservazioni pratiche e pragmatiche da parte di un videomaker, poche chiacchere e molta sostanza. Sarà sempre in working in progress, perchè man mano che uso la camera aggiornerò la recensione e potrò dire di più su questo straordinario strumento di lavoro. Magari tra un mesetto la posso completare e corredare un minimo reel di immagini girate tutte con la GH3, in luce e ombra, di giorno e di notte 😀

Aggiornamento: ho pubblicato una breve review della parte fotografica della Lumix GH3 qui

Rewrap dei file, come gestirli al meglio rapidamente.

Come si gestisce un rewrap sotto MacOsX usando software free

Alle volte basta poco per semplificarsi la vita, ma basta ancor meno a complicarsela… Quando si lavora con diverse telecamere e con dslr che utilizzano la struttura dell’AVCHD si può avere qualche problema a gestirli da programmi di montaggio e post, perchè usano il formato MTS come contenitore, e una serie di cartelle e sottocartelle come struttura. Tutto naque dall’idea di registrare in questo modo, perchè è anche il formato utilizzato per creare un Bluray, quindi copiando la struttura completa dentro un disco bluray verrà poi letto da un normale lettore. Tutto bene se vogliamo farci subito un bluray, ma se vogliamo editarli … sia sotto windows che sotto mac potremmo incontrare delle difficoltà.

Sotto MacOs X le strutture dell’AVCHD vengono viste come una struttura più … “rigida” per cui è importante sapere come gestirle.

L’avchd è un file H264 inglobato in una struttura di cartelle e sottocartelle utili e parallele a quelle del bluray per semplificare il passaggio dalla camera al disco bluray con un semplice masterizzatore, ma quando vogliamo editare i file ci troviamo di fronte a dei file di estensione .MTS, che il finder non gestisce comodamente (in realtà neanche l’explorer di windows).

L’operazione più semplice, veloce e comoda per gestirli è il procedimento detto ReWrap, ovvero cambiamo il contenitore, da Mts a Mov. Il reWrap NON ricomprime i dati, quindi NON ci sono alterazioni o perdite d’informazione. Ma cambiando il contenitore a mov magicamente tutti i programmi apriranno i file, il finder ve ne farà le preview e così via…

Inoltre l’operazione è poco più lenta di una copia dei file.

Ci sono diverse applicazioni che eseguono il rewrap, e in particolare la più potente è Ffmpeg, una utility free che esegue centinaia di compiti, con velocità, qualità, etc peccato che sia un programma a comando di linea, ovvero viene gestito dalla console di comando come si faceva 40 anni fà, per fortuna diversi sviluppatori hanno creato delle interfacce grafiche per eseguire questo compito.

Vi indico due software che usano ffmpeg sotto mac, che vi permettono di fare il rewrap. Di seguito trovate le indicazioni per utilizzare il primo free, e il link per il secondo che è a pagamento, anche se una cifra molto irrisoria.

Quali sono le operazioni da compiere?

Poche e semplici :

Fase 1 : poter leggere i file della struttura come file e non come cartella

Per copiare i file dello stream AVCHD dobbiamo vedere la sua cartella, quindi apriamo la scheda relativa :

avchd_02

Mostra pacchetto serve a vedere il contenuto

La cartella Private sembra un file, ma in realtà basta poco, con un click destro scegliamo :

MOSTRA CONTENUTO PACCHETTO

Così possiamo navigare nelle cartelle interne, dovremo ripetere tale operazione per diverse cartelle per navigare nelle sottocartelle.

Dobbiamo entrare dentro la struttura dell’AVCHD

Praticamente dobbiamo entrare dentro :

– PRIVATE – AVCHD – STREAM

avchd_05

Il percorso effettivo

Proprio in quest’ultima cartella troviamo i file Video.

Copiamoli sull’ Hard disk per essere più rapidi nelle varie procedure.

E’ possibile anche non copiarle direttamente sul disco, ma sarebbe più lenta l’operazione


Fase 2 Media Converter

Andiamo sul sito di Media converter, una utility Free che fa da Front END a ffmpeg encoder gratuito.

avchd_07

quale preset usare

Dalla sezione Preset, scaricate il preset per il rewrap dell’AVCHD, perchè non è di serie nel programma.

Ce ne sono due, uno che non considera audio, l’altro che lo considera.

Il programma non richiede installazione

basta copiarlo nella cartella applicazioni e lanciarlo.

avchd_08 come aggiungere i preset

Per installare i preset basta andare sulle preference, e cliccate sulla voce preset.

Per aggiungere il preset basta cliccare sul simbolo + in basso a sinistra

Si apre la finestrella che vedete sotto, e cliccate su Open an existing preset file, e selezionate il file scaricato.

Una volta caricati i preset a vostra scelta, potete chiudere il pannello delle preferenze. E siete pronti ad eseguire il ReWrap.

 

 


Fase 3 CONVERSIONE

avchd_09

conversione facile

Scegliamo dal menù a tendina il formato che vogliamo come output finale per i nostri file, in questo caso scegliamo il Re-Wrap.

Si trascinano i file video che vogliamo gestire direttamente sulla finestra del programma.

Appena si rilasciano il programma chiede dove salvare i file risultanti, specifichiamo un percorso e il programma inizia a lavorare.

 

avchd_13

 

E poi basta attendere pochi secondi o minuti a seconda del numero e della durata dei filmati.

Il risultato saranno dei file .MOV apribili e gestibili nei vari programmi.

Nota a margine, se per qualche ragione non vi fa installare il preset per tutti gli utenti, la ragione è molto semplice, non avete il permesso di aggiornare le cartelle interne come utente, quindi dovrete scaricare la utility free  BatChMode, che vi permette di resettare i permessi della cartella preset del programma.

Una alternativa è copiare manualmente nella cartella utente/nome utente/library/application support/media converter/Preset i file dei preset che potete reperire online.

Un’altra applicazione molto interessante per il rewrap sotto MacOsx è la suite di Emmgunn, una serie di utility che vi permettono sia di rewrappare un file in mp4/mkv/avi o di comprimerlo in tali formati se il codec di partenza non è supportato nel rewrap. La versione free ha la limitazione di eseguire una conversione alla volta, ma abbastanza per apprezzare la qualità di interfaccia etc. Sempre basato su Ffmpeg, è una suite di encoder che costa meno di una pizza e ne vale la pena per velocità e qualità.

Aggiornamento 21 luglio 2018: grazie al progressivo sviluppo della taccagneria dei venditori di software (oggi sono caustico e ne ho motivo) la maggior aprte dei software video non legge/decodifica più l’audio in codec AC3 perchè sono scadute e non sono state rinnovate le Royalties con Dolby, Windows con l’upgrade 1851 ha tolto il supporto a tale codec dal sistema quindi potreste scoprire che i vostri file sono senza audio (la maggior parte delle camere prosumer e fotocamere usa il dolby AC3 per la codifica dell’audio). Il preset che fa il rewrap del video converte in non compresso l’audio e vi permette quindi poi di leggerlo anche da applicazioni senza codec AC3


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