Tutto è possibile

Autore: carlomacchiavello Pagina 33 di 40

Il crop.. ma che paura mi fa …

Quando nacque la fotografia o la cinematografia, i vari utilizzatori usavano le lenti per la loro espressione artistica e tecnica, ma non si preoccupavano del crop e delle sue conseguenze. Oggigiorno sembra che sia un problema insormontabile e soprattutto drammatico.
Facciamo un po’ di chiarezza sui vari discorsi tecnico pratici.

In fotografia la pellicola ha definito uno standard per gli amatori nelle compatte e nelle semi professionali con il formato 24×36 un formato 2×3, mentre i superprofessionisti usavano il formato dei dorsi 6×9 ovvero pellicole a singola lastra di ben 60×90 mm.

Scorrimento Verticale.

Al cinema la pellicola classica si divideva tra :

  • 16mm con un fotogramma di 10.26 x 7.49 mm
  • super16mm con un fotogramma di 7.41 x 12.52 mm sacrificando una delle due perforazioni
  • 35mm con il formato Academy 16 x 22 mm
  • 35mm con il formato 1:85 wide 18,6 x 21.98 mm
  • super 35mm con 18,66 x 24,89 mm (che sfrutta tutta la larghezza fino a bordo perforazione)

Scorrimento Orizzontale

Come si può notare pellicola 35mm fotografica  e pellicola cinematografica condividono solo la larghezza, ma essendo usati in senso perpendicolare uno all’altra non sono assolutamente comparabili.

Oggi nel digitale la fotografia ha creato diversi nuovi formati per risparmiare sia sulle lenti che sui sensori.

  • Il 24 x 36 è formato standard, è stato rinominato FullFrame
  • Il 15,7 x 23,6 è il formato Aps-C, nato nella fascia più economica (che in realtà varia tra le case di qualche mm, ad esempio canon lo riduce a 14,8 x 22,2)
  • il 13,5 x 18 è il formato micro quattro terzi creato dal consorzio Olympus e Panasonic e Zeiss

questo significa che il piano focale dove viene proiettata l’immagine da una lente Fullframe (24x36mm) è più piccolo rispetto e questo comporta una serie di cambiamenti estetico-pratici :

  • se la lente è più grande del sensore, questo ne prende solo una porzione, quindi l’angolo di visione è più ristretto.
  • la luce catturata è inferiore quindi la lente pur essendo veloce (diaframmi aperti) quindi non è in grado di esprimersi al meglio.
  • spesso per catturare un angolo maggiore si usano lenti grandangolari più spinte quando narrativamente non andrebbero usate, quindi la prospettiva è più spinta.

Perchè e quando nasce il problema del crop?

Perchè i produttori (sicuramente per scelta economica) che hanno sviluppato le fotocamere e la telecamere preferiscono tenere un unico mount fullframe e poi montare sopra le stesse ottiche sia davanti a sensori fullframe che più piccoli, iniziando a parlare di questo famigerato crop. Tenendo però come riferimento il cosiddetto FullFrame come crop 0, mentre esistendo formati più ampi come il 6×9, in realtà anche il fullframe ha crop, per essere precisi crop 2.4.

Perchè è temuto il crop?

sensore misurato

sensore misurato

perchè la maggior parte delle persone teme la moltiplicazione della focale e come tale di perdere angolo visivo, quindi dover spingere maggiormente sull’acquisto di lenti grandangolari più spinte pensando di recuperare l’angolo e tutto sia a posto, solo aver pagato per un grandangolare più spinto.

ma non accade realmente se non ci sono differenze molto molto spinte tra i sensori. Ho scritto un articolo con i confronti diretti tra un sensore 4/3 e un s35 con fotografie di confronto.

Cosa è esattamente il crop? e cosa NON è…

Il crop ritaglia la parte d’immagine SUL piano focale, quindi quando si parla di crop si deve pensare che si prende l’immagine originale e si ritaglia solo la parte centrale; parzialmente influenza la luminosità perchè il cono di proiezione dell’immagine di una lente fullframe non viene preso completamente e quindi dato che i raggi non vengono concentrati in modo convergente, quindi anche se la luce raccolta è X, la risultante sarà X/ la percentuale di crop.

Qual’è errore di pensiero più comune?

Spesso legge, equivalente alla lunghezza focale full frame xxx
ERRORE
Il Crop NON PUO’ CAMBIARE LA LUNGHEZZA FOCALE DI UNA LENTE!!! Non cambia la curvatura delle lenti o la distanza interlente interna, ma solo la parte di piano focale RACCOLTO quindi l’angolo focale.
spesso si legge di lenti tipo 12-35 su formato m4/3 (crop x2) come equivalente di un 24-70 su formato Fullframe… ma non si deve parlare di lunghezza focale,  ma di angolo focale.

chiunque pensi che un grandangolare spinto come il 12 e il medio 35 mm possano avere le distorsioni prospettiche di un medio grandandolare 24 e un quasi tele del 70 è un ignorante così grande da non meritare neanche il diritto di scrittura, e invece si leggeva in una pubblicità di Panasonic di qualche mese fa riguardo alla loro ottima lente 12-35 2.8.

Qual’è il più grande errore causato dal crop?

molte persone, tratte in inganno dalla conversione pensano che la moltiplicazione del crop cambi anche la focale e non l’angolo visivo, per cui usano in modo erroneo le lenti e le loro focali.
In fotografia esistono regole ottiche da sempre e non saranno le correzione di post produzione a cambiarle.
Quando si parla di Normali si parla della focale 50mm che si definisce normale perchè corrisponde alla distorsione prospettica dell’occhio umano.
Quando si fotografa con un 50mm si lavora con una lente che se si fotografa guardando con un occhio nel mirino e uno verso la realtà avremo lo stesso tipo di visione.

Esiste una regola molto semplice nella fotografia :

vuoi vedere esattamente come nella realtà? usa il 50mm,
vuoi comprimere le prospettive? sali verso i teleobiettivi.
vuoi dilatare le prospettive? scendi verso i grandangolari.

Il crop ALTERA SOLO l’angolo di visione, ma non può cambiare nè la forma delle lenti interne, nè la loro distanza interasse tra esse.

Alcune case produttrici, come Panasonic, aggiungono una correzione in camera delle immagini per dare l’illusione che l’uso di lenti non adeguate al sensore ma più spinte verso i grandangolari, non creino problemi di distorsione prospettica, peccato che l’algoritmo lavori solo sulla distorsione a barilotto, quindi compensa la distorsione a sfera del supergrandangolare riducendo la distorsione laterale, ma non può alterare la prospettiva, la distanza tra i piani etc, e quindi come tale, si percepisce in modo differente l’immagine.

quindi sia che si fotografi, che si lavori con le immagini in movimento si deve sempre prendere una lente per il risultato ottico prospettico che vogliamo, e solo in casi estremi si va a scegliere una focale più corta solo per catturare una immagine più larga.

quando si usano le ottiche sbagliate i risultati sono evidenti, soprattutto sugli elementi vicini o sui ritratti, dove di solito si usa l’85mm (definita la lente per il ritratto per eccellenza) perchè schiaccia leggermente la prospettiva e rende più piacevole il viso, oltre a sfuocare la parte posteriore per ridurre le distrazioni del background.

La focale fa la differenzaSe si usa un grandangolare il viso risulterà deformato e tondo, gli zigomi gonfiati, il naso deformato, per cui il ritratto sarà più caricaturale che naturale. Sulla foto a sinistra basta guardare solo come si spostano gli occhi rispetto al lato del viso.

Quindi in definitiva?

quando potete scegliere una focale, lo fate per la sua percezione della prospettiva e non per l’angolo visivo, quindi scegliete i classici 35-50-85-135mm per le diverse situazioni cinematografiche.

Quando si passa per lenti grandangolari più ampie dovrebbe essere una scelta voluta per enfatizzare un determinato effetto di spazio e di prospettiva, non per avere un angolo visivo più ampio.
Non a caso chi fotografa con le lenti prime (focale fissa) si muove per cercare l’inquadratura giusta, e nel cinema è noto che spesso i set hanno le pareti mobili, ma una è aperta per indietreggiare e inquadrare anche attraverso la parete fantasma smontabile.

Ma la profondità di campo con il crop?

Sempre con il crop si teme che con la profondità di campo si vada a perdere, memori delle mezze formato in fotografia o del super8 nella pellicola cinematografica amatoriale, ma sono di nuovo errori dettati dalla superficialità di valutazione. Tutto nasce dal fatto che spesso nei sensori piccoli per gestire l’inquadratura si usano lenti grandangolari di cui si esprime l’angolo focale e non la lunghezza focale, forzando la profondità di campo, quindi è più facile avere tutto a fuoco, e più difficile sfuocare, MA…
NOTA BENE tutto questo accade SOLO quando ragioniamo con l’angolo focale e non con la lunghezza focale.

Infatti chi fa questo tipo di ragionamenti da dimostrazione mostrando fotografie simili fatte con stessa lente con sensori diversi, ma essendoci il crop di mezzo non è fisicamente possibile, quindi il sedicente dimostratore per coprire lo stesso angolo focale si è spostato indietro, ma questo viola la regola del confronto, perchè come tutti i fotografi professionisti sanno, uno degli elementi di gestione della profondità di campo è la distanza del soggetto messo a fuoco, quindi se io ho un crop molto forte di una lente tipo un Nocktor 0.95, e per avere lo stesso angolo focale mi sposto indietro di 5 metri dal soggetto è facile che io vadi in iperfocale, quindi non è il sensore che fa sfuocare meno, ma i principi di ottica tradizionali su cui si basa la fotografia, anche se facesse una foto con una 6×6 avrebbe meno sfuocato.

Per confermare tale discorso posso allegare banalmente qualche fotografia fatta con micro 4/3 (sensore con crop 2) che nonostante quello può esprimere sfuocature notevoli senza problema, perchè è la lente che sfuoca, non il sensore….

E chi dice il contrario?

Compressed_perspective_cheat_sheet

poi vengono fuori articoli, come quello che potete vedere sopra, che pensano di provare il contrario, dimostrando ancora più mancanza di buon senso… prendono una immagine di un panorama fatto con un grandangolare e ne confrontano un elemento moooolto lontano con uno stesso scatto fatto con il tele, e pensano di dimostrare che la distorsione prospettica dipenda non dall’ottica ma dalla posizione barra distanza… mentre il tutto è la somma delle due cose.

tra l’altro prendendo la parte centrale dell’immagine la distorsione è ancora meno evidente e quindi ancor più inutile e falso come confronto. Inoltre non spiegano perchè gli elementi col salire della focale si avvicinano tra di loro…
[ironic mode on] forse perchè se vi allontanate voi si avvicinano tra di loro per starvi più vicini… [ironic mode off]

Nikkon 8 mm

fate una foto con questo e vi sfido a prendere una qualunque parte dell’immagine e replicarla con un tele, per quanto piccola la prendiate, la curva di raccolta della luce comporta una distorsione talmente forte da non poter essere fatta corrispondere da nessun fattore di compensazione.

comparazione degli elementi da vicino

comparazione degli elementi da vicino

La distorsione della prospettiva è legata all’angolo che viene coperto dalla lente, quindi dalla forma stessa, maggiore è la curvatura, maggiore è la dilatazione della prospettiva, per cui è normale che se si prende con un grandangolo un elemento lontanissimo esso copre un angolo così stretto della lente che la distorsione prospettica è ridotta o nulla. Ma questo tipo di dimostrazioni non le fanno, perchè non possono, con elementi più vicini al corpo camera, quindi dove si sente una differenza più forte.

Inoltre sfido questi sedicenti esperti a replicarmi con un grandangolare il riposizionamento degli elementi sui piani come i rami dietro la ragazza nella seconda fotografia semplicemente spostando il punto di vista.

Troppo spesso queste affermazioni sono fatte trovando una eccezione alla regola delle focali come le riprese molto distanti degli elementi, dove le caratteristiche differenti tra focali corte e lunghe si riducono, basta prendere elementi vicini qualche metro… e si nota subito come sia impossibile ottenere lo stesso risultato.


FinalCut Pro 7, oggi non è più Pro…

Con un titolo provocatorio come questo, posso immaginare come molte persone, dai fan boy ai montatori saranno pronti a mettermi al rogo, ma… leggete bene l’articolo e vediamo chi deve essere messo al rogo…

Quando Apple creò il prodotto multimediale sotto il nome Quicktime, crearono uno strumento potentissimo, un software che è molto di più che un player, ma un insieme di librerie, codec, servizi attivi di streaming dei dati video e audio che manipolano in realtime il video nel momento in cui viene caricato in memoria. Creare un programma di montaggio basandolo sul Quicktime era semplice.

Apple diversi anni fà creò la suite Final Cut, unendo al loro programma di montaggio al programma Final Touch comprandosi l’azienda Silicon Color, nel 2006, creando un sistema di edit e finishing basati sul quicktime Prores. Final touch divenne Color.
Color supporta solo il prores, perchè non legge i codec di sistema ma ha il decoder interno.

Sistema veloce, ultraefficiente, di alta qualità, all’epoca…

Facciamo un salto avanti … nel 2009 Apple rilascia l’ultima versione di FinalCutPro 7, pacchetto a 32bit per il sistema operativo SnowLeopard a 32bit… basato su quicktime 7. Tutto funziona bene, o quasi, visto che negli ultimi update fa capolino Quicktime X, ma di default il sistema usa quicktime 7.

2015 Yosemite, Default Quicktime X, tanti utenti professionisti si sono accorti che sono cambiate le cose, i codec che prima venivano letti dal sistema, ora non sono più supportati, il player pretende di convertire ogni cosa che non sia H264 o prores… rallentando la visione dei filmati e di fatto complicando la vita a chi deve usare codec diversi da essi…

FinalCut 7 pro si basa su Quicktime 7, sulla sua capacità di gestire codec e fare da host per diversi layer di elaborazione in realtime, che sui nuovi sistemi non funziona sempre e/o correttamente…

Quicktime giustoSu Yosemite possiamo installare ancora il quicktime 7 di leopard, perchè Apple lo lascia ancora a disposizione, ma di default c’è ancora il Quicktime X, per usare correttamente il quicktime dobbiamo cliccare col tasto destro su un file mov, aprire le proprietà del file, e cambiare in basso dove c’è scritto “Apri con “

E si conferma che si userà sempre il Quicktime 7 per aprire ogni file .Mov.

Questo vi aiuta a lavorare con FinalCutPro 7, ma non risolve tutti i problemi, perchè comunque non essendo nato per i sistemi a 64bit, al massimo alloca 3 gb di ram anche se nel sistema ne abbiamo 64, il che vuol dire che si deve montare con proxy anche quando potremmo lavorare con gli originali. Inoltre ho riscontrato più di una instabilità in diverse situazioni e in particolare dove c’è movimento di file; durante l’operazione di consolidamento di un progetto di un film, il programma mi è crashato diverse volte sotto sistemi moderni, anche se appena installati, mentre con un portatile snow leopard ha risolto l’operazione senza errori o crash del programma.

Ci sono dei passi da fare nella vita, e quando si ha a che fare con i computer, qualunque sia il vostro lavoro, dovete tenervi aggiornati, non solo con i computer e i sistemi operativi, ma anche con i programmi. FinalCutPro 7 è morto nel 2009, da allora non sono stati fatti aggiornamenti, i plugin non sono più stati sviluppati, quindi progressivamente è diventato obsoleto.

Apple ha sviluppato da zero un nuovo programma : FinalCut Pro X

  1. 64bit
  2. accelerazione GPU
  3. supporto di ogni codec del sistema
  4. centinaia di plugin di supporto
  5. Concezione completamente nuova che permette un managment del materiale e del montaggio impossibile prima
  6. Supporto di ogni risoluzione
  7. Ottimizzazioni e preset per semplificare la creazione di video in situazioni con tempi stretti con news, cronaca etc
  8. Attivamente supportato da centinaia di software House esterne
  9. Integrato nel sistema, per cui diventa un gioco accedere a risorse interne quali immagini, musica, filmati
  10. Un workflow molto semplice anche nei progetti più complessi.

Ora.. a questo punto chi è da mettere al rogo?
Chi ha sviluppato Quicktime X che ha tagliato fuori centinaia di codec, la tecnologia Quicktime VR, Quicktime 3D, La possibilità di editare facilmente i filmati direttamente dal player, e molte altre cose… perchè per chi non lo sa, dal player quicktime 7 oltre a vedere un filmato voi potete in modo semplice e diretto fare le seguenti operazioni :

  • editare audio video tagliando e incollando le parti in modo preciso al frame senza ricompressione
  • aggiungere e creare un file multitraccia audio video
  • aggiungere più tracce audio e preparare un filmato multilingua come per i dvd
  • aggiungere capitoli e sotto titoli tipo un Dvd ma direttamente sul filmato QT
  • aggiungere tracce di metadata per informazioni di ogni tipo
  • stratificare più layer con anche canali alpha integrati e supportati e in diversi modi
  • estrapolare parti del filmato salvandole come filmati a parte sia come indipendenti che reference senza ricompressione
  • creazione di variazioni di filmati con filtri realtime diretti e con reference.
  • controllare circa 200 feature e parametri del filmato avviandolo con uno script.

Se volete prendervela con qualcuno, sapete con chi…

Nikon 85mm 1.8 serie H, una signora (lente) che 50 anni dopo la sua nascita offre ancora molta eleganza

85mm 1.8 Nikon serie HIn mondo digitale, dove tutto deve essere spinto all’estremo, dove ogni cosa deve essere perfetta, ogni immagine perfettamente nitida, contrastata, e accentuata, trovo molto più eleganza nelle lenti vintage di un certo tipo, che offrono si un’ottima nitidezza, ma un gusto e un’eleganza d’immagine che trovo in poche lenti moderne.

Cercavo da tempo questa lente storica, perchè si annovera come uno dei migliori 85mm mai realizzati dalla Nikon, e reso famoso dal film BlowUp di Antonioni, dove David Hemmings usava la f1 e questa lente per immortalare Vanessa Redgrave. L’aura di magia che circonda questa lente è stata amplificata dal fatto che molti fotografi famosi ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia, rendendo difficile trovarla nel mercato dell’usato a cifre abbordabili in buone condizioni.

Nikon ha prodotto questo gioiellino tra il 1964 e 1972, una lente 85mm 1.8 pensata per il ritratto, ma che esprime una luce e una piacevolezza d’immagine anche in molte altre situazioni. La lente nasce come manuale completa, corpo in solido metallo come si faceva una volta, pronte a resistere alle cannonate, e con una piacevole ghiera di messa a fuoco, fluida e adatta anche all’uso video e non solo fotografico.

Montato un adattatore da Nikon a Eos EF, è stato subito amore a prima vista, la morbidezza e allo stesso tempo il dettaglio che offre questa signorina è straordinario.

Fotografare una bella ragazza sarebbe stato troppo facile come test, nasce per questo scopo, e avrebbe regalato luce ad essa, ho preferito stressarla in altre condizioni, ovvero sulla lunga distanza, anche se un pp del mio gatto per testarne il dettaglio e la pulizia, l’ho fatto per vedere come si comporta nel piano ravvicinato.

Qualche frame estratto da uno shooting fatto con una Blackmagic 4k in raw, quindi ho scattato 24 fotogrammi al secondo in raw 16 bit salvati in log 12bit dng, sviluppati poi in Lightroom come fossero fotografie.

Ognuno di questi fotogrammi è stato catturato a 400 asa, la sensibilità nativa della camera, con diaframma tra 1.8 e 5.6 a seconda della quantità di luce disponibile, nella maggior parte dei casi ho lavorato in TA 1.8, e nonostante questo le immagini offrono una buona nitidezza. Naturalmente quelli che si vedono qui sono dei semplici jpeg dove si va a perdere un poco della nitidezza originale.


BMC Black magic camera 2.5k

Classic BMC picture

Nel 2012 il mercato fu scosso da un annuncio, una macchina da presa che registrava in Raw con 13 stop di latitudine di posa a meno di 3000 dollari, con attacco Canon EF…

Oggi la camera è in uso da diverse persone nel mondo, insieme alla sorellina minore (BMC pocket) e la sorella maggiore in 4K.
Vediamo di capire a livello pratico cos’è questa macchina e come lavora, punti forti e punti deboli.

Ho lavorato come aiuto regista al film “Quaffer”, col Dop Doriano Paolozza abbiamo utilizzato la BMC per le riprese di tutto il film in formato raw 2.5k.

Grazie a 2.4 milioni di fotogrammi registrati e circa 20 tb di dati registrati su HardDisk ho sviluppato un poco di esperienza sulla macchina e posso dare qualche giudizio sul prodotto.

La macchina in generale, come rapporto qualità prezzo è ottima, ha dalla sua una qualità eccellente per un rapporto qualità prezzo inarrivabile da nessuna camera sul mercato. Ha delle pecche che potranno correggere con aggiornamenti firmware e/o variazioni nel tempo.

Punti forti

  • In situazioni di contrasto molto alto riesce e salvare abbastanza informazioni da recuperare molto dai file RAW
  • pur avendo una ventola (rumorosa) sotto la macchina, anche dopo ore al sole a lavorare non ha sbagliato una ripresa o dato problemi di cedimento o surriscaldamento
  • la compatibilità con il formato canon EF e il supporto di diaframmi, messa a fuoco etc agevola molto nella gestione delle ottiche
  • attualmente disponibile con attacco PL, EF, m4/3 passivo
  • il corpo robusto scavato in un blocco di alluminio con diversi fori e filettature permette l’uso di accessori montati direttamente sulla camera
  • la camera prevede un uscita HD-SDI e un ingresso audio per registrare dall’esterno
  • l’uso di una batteria supplementare esterna mantiene in carica la batteria esterna, per cui prima finirete quella esterna e poi la camera userà quella interna
  • è possibili customizzare i nomi delle cartelle delle clip in modo veloce dalla camera per evitare di avere file di cartelle con nomi, date, ore e poco più… inserire metadata in modo da recuperare rapidamente le informazioni sulla clip su cui si lavora.
  • la camera non prevede la cancellazione delle clip, che per alcuni è un punto debole, io lo ritengo un punto di forza, evita la frammentazione del supporto, che comporterebbe un rischio di perdita frame durante la ripresa.
  • Registrazione raw dng 12 log da sensore a 16bit.

Punti deboli:

  • il monitor della camera è molto scuro, anche se al 100% di luminosità e con gamma colore simulata, per cui in esterni è inutilizzabile
  • la camera registra 2.5k nel formato raw DNG, mentre in DNxHD e prores registra solo in FullHD (di ottima qualità peraltro).
  • Il sensore molto piccolo (crop x 2.5) costringe all’uso di grandangolari spinti negli ambienti chiusi, il che può limitare i movimenti macchina. Anche se la versione con attacco passivo micro4/3 può usufruire dell’adattatore speedbooster della Metabone, che offre uno stop in più e un gran recupero dell’angolazione operativa.

Ad oggi la camera è in vendita per meno di 1000 euro, e chiunque voglia fare cinema in modo serio ha la possibilità con questa camera e alcune lenti o per s16 vintage, di ottima qualità e quindi con rapporto di crop più vantaggioso, o con lenti di varie produzioni realizzare prodotti di altissima qualità visiva.

Molti non comprendono perchè 2.5k cioè 2400 x 1350 pixel, la risposta è molto semplice, avete un formato 1.85 cinematografico con l’abbondanza esterna al classico 2k vi permette di stabilizzare le immagini, fare un po’ di reframing, senza perdere in qualità e nitidezza.
Blackmagic ha studiato bene sia il sensore che la scelta pratica dei formati.


BMC ブラックマジックルーム 2.5k

古典的なBMCの絵

2012年、市場は広告、キヤノンEF攻撃で3000ドル未満で敷設された13ストップ緯度でRawに記録されたカメラによって揺さぶられました。

今日、この部屋は、妹(BMCポケット)と4Kの姉と一緒に、世界中の何人かの人々によって使用されています。
このマシンが何であるか、どのように動作するか、長所と短所を実用的なレベルで理解してみましょう。

私は映画「Quaffer」のアシスタントディレクターとして働いていましたが、ドップ・ドリアーノ・パオロッツァはBMCを使用して映画全体を生の2.5k形式で撮影しました。

240万フレームの記録とハードディスクに記録された約20 tbのデータのおかげで、私はマシン上で少し経験を開発し、私は製品にいくつかの判断を与えることができます。

一般的に、お金の価値は素晴らしいので、機械は市場に出回っていない部屋から到達できないお金のための価値のための優れた品質から持っています。ファームウェアのアップデートや時間の経過に伴うバリエーションで修正される欠陥があります。

ハイライト

  • 非常に高いコントラストの状況では、それは成功し、RAWファイルから多くを回復するのに十分な情報を保存します
  • 車の下にファン(騒々しい)を持っているにもかかわらず、仕事に太陽の下で時間が経っても、回復を逃さなかったか、失敗や過熱の問題を与えられました
  • EFのカノンフォーマットとダイヤフラム、フォーカスなどのサポートとの互換性は、光学を管理することが非常に容易になります
  • PL、EF、M4/3パッシブ攻撃で現在利用可能
  • 異なる穴と糸を持つアルミニウムブロックで掘られた頑丈なボディは、カメラに直接取り付けられたアクセサリーの使用を可能にする
  • カメラにはHD-SDI出力と外部からの録音用オーディオ入力が含まれています
  • 追加の外部バッテリの使用は、外部バッテリの充電を維持するので、最初に外部バッテリを終了し、次にカメラは内部の1を使用します
  • 名前、日付、時刻、および少しを持つフォルダファイルを持つことを避けるために、カメラからクリップフォルダの名前を素早くカスタマイズすることが可能です. メタデータを入力して、作業中のクリップに関する情報をすばやく取得できるようにします。
  • カメラはクリップの削除を提供しませんが、いくつかの弱点であるため、私はそれを強みと考え、撮影中にフレーム損失のリスクを伴うサポートの断片化を回避します。
  • センサーから16ビットに12ログを記録する生のdng。

弱点:

  • カメラモニターは非常に暗いですが、100%の明るさとシミュレートされた色の範囲で、外側では使用できません
  • カメラは生のDNG形式で2.5kを記録し、DNxHDでは、フルHD(しかし優れた品質)でだけ記録します。
  • 非常に小さいセンサー(crop x 2.5)は機械の動きを制限することができる屋内に押される広い角度の使用を強制する。micro4/3パッシブアタックバージョンは、Metaboneのスピードブースターアダプタを利用できますが、これは余分な停止と運用角度の大きな回復を提供します。

現在までに部屋は1000ユーロ未満で販売されており、真剣な方法で映画を作りたい人は、この部屋といくつかのレンズやヴィンテージs16、優れた品質の機会を持っているので、より有利な作物比で、または様々な生産のレンズで最高のビジュアル品質の製品を作ります。

多くの人は、なぜ2.5k、すなわち2400 x 1350ピクセル、答えは非常に簡単です、あなたは古典的な2kの外の豊富さと映画の1.85形式を持って、あなたは画像を安定させ、少しリフレーミングを行うことができます。
Blackmagicは、センサーとフォーマットの実用的な選択の両方をうまく研究してきました。


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